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ORATORIO DELLA PASSIONE
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scritture più antiche relative alla confraternita di S.Maria
della Passione, che da il nome all’Oratorio, risalgono al
1455, mentre è nel 1477 che Guiniforte Solari approva
l’edificazione del nuovo oratorio con l’annesso chiostrino
ad essa destinato.
E’ probabile che allo stesso Giuniforte risalga il piccolo edificio
caratterizzato da un vano quadrangolare, con doppia volta a
crocera e da una absidiola, sempre quadrata, con una elegante
volta ad ombrello che si innesta su un sistema variato di
lunette e vele: un episodio innovativo e foriero di importanti
applicazioni nell’architettura m milanese di fine ‘400. |

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L’Oratorio della Passione vive una storia recente molto sfortunata.
Soppressa l’omonima confraternita che lo aveva retto sino allo
scadere del XVIII secolo, venne ceduto nel 1812
all’amministrazione della Basilica e adibito a laboratorio
tessile. Nel 1866 venne nuovamente confiscato e successivamente
venduto a un vinaio.
Peggiore la sorte subita dagli splendidi affreschi del Luini che
decoravano l’edificio: staccati per la maggior parte andati
persi, alcuni frammenti riapparvero nel 1898 a Londra, a
un’asta presso la casa d’arte Foster e furono acquistati dal
South Kensington Museum, oggi Victoria and Albert Museum. |
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Sulle
pareti del vano, si trovano la Flagellazione, l’Orazione
nell’Orto, l’Ascesione e la Discesa dello Spirito Santo.
Sulle
pareti dell’abside s’intuisce, nelle Tre Marie che escono da
Gerusalemme, il prologo della Resurrezione, mentre a sinistra è
più evidente l’incontro tra Gesù giardiniere e la Maddalena
con le Marie al Sepolcro sulla destra e forse i Discepoli di
Emmaus sulla sinistra. |

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Al
centro della volta dell’abside è raffigurato l’Eterno
Padre. Al centro della volta dell’aula si trova l’Agnello
Mistico; nel sott’arco i Dottori della Chiesa. |
| Nelle vele
uno straordinario repertorio di grottesche accompagna simboli
eucaristici e mariani. |
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